»»Australia: 1 imprenditore su 3 trasferirà all’estero almeno una parte della propria azienda
La perdita di posti di lavoro nel settore manifatturiero, si sa, è un problema che affligge ormai da anni tutti i Paesi occidentali.
Uno studio pubblicato da un’associazione di imprenditori australiani (Australian Industry Group), rivela che un terzo delle aziende manifatturiere di quel Paese, sta programmando di spostare quanto prima i propri impianti produttivi all’estero, o più semplicemente di dare in outsourcing in Paesi a basso salario, molti dei processi aziendali.

Lo stesso studio, prevede per il settore nel 2006, una perdita di 30.000 posti di lavoro, in linea del resto, con quanto si è già verificato nel 2005.
Heather Ridout, una dirigente di Australian Industry Group, sostiene che questo trend vedrà un’accelerazione nel futuro, e che il governo non potrà farci nulla.
La concorrenza della Cina, un incremento nel costo delle materie prime, un dollaro australiano forte, che limita le esportazioni delle merci prodotte in Australia e contribuisce ad inondare invece il Paese di prodotti stranieri, sono le maggiori preoccupazioni espresse dagli imprenditori che meditano di trasferire all’estero parte delle loro operazioni.
