»»Competitivi se si investe nella costruzione di un brand
La settimana scorsa si è svolta a New York la fiera internazionale dei marchi, ovvero The Licensing International trade show.
L’evento, che ha richiamato espositori provenienti da più di 100 Paesi, con più di 6000 tra marchi di fabbrica, logo ed altri proprietà intellettuali esposte, ha sottolineato ancora l’importanza, di avere o di costruire, un brand in un’economia globalizzata.

Questo è il punto debole delle imprese italiane. In Italia si produce, si crea molto, si progetta anche molto in termini di nuovi processi industriali, ma si brevetta poco e non si investe abbastanza nei marchi e nella costruzione di un brand.
Le piccole medie aziende italiane, rimangono ancora impegnate quasi esclusivamente con la produzione, dedicando una scarsa attenzione (ed investimenti insufficienti) a ciò che riguarda immagine, visibilità e brand. In un’economia globalizzata, questa è una politica suicida .
Eppure le potenzialità in Italia ci sarebbero: l’immagine Paese, sopratutto per certi settori, la creatività degli imprenditori e la tradizione di produzioni di eccellenza che molte piccole medie imprese possono vantare.
Elementi questi che però, da soli, non sono sufficienti per la costruzione di un brand e di un’immagine di alto profilo a livello internazionale.
