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»» ICE: per internazionalizzarsi, c’è bisogno sopratutto di aumentare gli investimenti all’estero

 

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Quando si parla di investimenti di imprese italiane all’estero, si deve purtroppo registrare un ritardo notevole del nostro Paese rispetto ad altri europei, come per esempio Germania e Spagna.
E’ quanto ha sottolineato, Umberto Vattani, Presidente ICE, alla convention di presentazione di “Rapporto Italia multinazionale 2006-Le partecipazioni italiane all’estero ed estere in Italia“.

Vattani aggiunge che per internazionalizzare il nostro sistema produttivo, c’è una forte necessità di “aumentare gli investimenti italiani all’estero in quanto la mera esportazione non è sufficiente ad affermare la presenza italiana nei territori esteri“.

Il quadro che emerge è di una Italia in difficoltà nel produrre investimenti netti all’estero e nel attrarre investimenti dall’estero “, ha dichiarato il Ministro Emma Bonino presente alla convention. […]

Alcune cifre

Due dati sono importanti tra i tanti di questo rapporto: il numero di iniziative italiane all’estero è stato pari a 1.354 nel periodo 2002-2006, contro le 2.601 iniziative della Francia, le 3.775 del Regno Unito e le 4.438 della Germania. […]
Il taglio medio dell’investimento è stato di … continua

»» L’Europa nei programmi di espansione delle aziende indiane di outsourcing

 

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Secondo la società di consulenza Gartner, le aziende indiane che forniscono outsourcing stanno ormai facendo dell’Europa un’area chiave per i loro piani di espansione.
Prendendo atto, che anche le aziende dell’Europa continentale si stanno incamminando sulla strada dell’outsourcing, seguendo USA e Gran Bretagna, i provider indiani pianificano di insediarsi nel vecchio continente strappando quote di mercato ai fornitori locali di outsourcing.

Alcuni dati riportati da Gartner per illustrare il fenomeno: le outsourcer indiane Infosys, TCS e Wipro, per esempio, hanno registrato una crescita superiore al 40 per cento in Europa nell’ultimo anno.

Le aziende indiane, già forti dell’esperienza guadagnata nel fornire il mercato americano, stanno assumendo in Europa, non solo personale addetto alla vendita, ma anche consulenti e project manager per meglio assistere i clienti europei.

I fornitori europei di outsourcing, secondo la Gartner, dovrebbero riorganizzarsi ed internazionalizzare di più le loro aziende, dato che attualmente non dispongono di strategie idonee a fronteggiare la concorrenza indiana.

»» In Gran Bretagna, piccole imprese scontente dei servizi finanziari all’export

 

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Secondo una ricerca realizzata da Credit Management Research Centre, in Gran Bretagna, sempre meno imprese ricorrono alle banche per consigli finanziari su operazioni di export. Solo il 20% delle aziende, ricorrerebbe alle banche, erano il 34% nel 2002, e, sono sopratutto piccole medie realtà; il 50% infatti ha meno di 10 milioni di sterline di fatturato. (fonte)

La stessa indagine, mostra anche che, tra le aziende che ricorrono alle banche, la stragrande maggioranza di coloro che si mostrano insoddisfatte, per gli ostacoli nell’ottenere il credito, sono ancora le piccole medie imprese.

Come dire, le piccole imprese non hanno troppe alternative, e le banche che lo sanno bene, continuano a dettare condizioni poco favorevoli.

»» Crowdsourcing: il prodotto disegnato dal consumatore

 

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Un articolo pubblicato oggi da BusinessWeek, parla di Crowdsourcing (combinazione di crowd + sourcing), come l’ultima tendenza che alcuni produttori stanno seguendo nel tentativo di personalizzare al massimo le produzioni sui gusti dei consumatori.

In pratica l’azienda invita il pubblico a disegnare gli oggetti che produrrà, o comunque, ad inviare idee e suggerimenti su come migliorare i prodotti. Una certa tecnologia permetterà ai consumatori di disegnare ed inviare le creazioni all’azienda, la quale le valuterà e si riserverà di sciegliere le più idonee, per affidarle eventualmente a designer professionisti o per metterle direttamente in produzione.

E’ una relazione produttore - consumatore altamente interattiva, dove tutti gli attori hanno da guadagnare.

- I designer dilettanti che invieranno i suggerimenti (non pagati o retribuiti con un minimo) riceverranno i credits per il loro lavoro, ottenendo così una certa vetrina per la loro professionalità.
- Le aziende, oltre ad aver risparmiato sullo sviluppo del prodotto, riceveranno importanti indicazioni circa l’evoluzione dei gusti del consumatore. La raccolta di queste proposte … continua

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