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»» Fare affari in Vietnam - ora è più facile secondo Doing Business

 

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Migliora la posizione del Vietnam nella classifica delle economie dove è più facile fare business.
Infatti, secondo il rapporto annuale “Doing Business” per il 2010, realizzato dall’International Finance Corporation, il Vietnam si posiziona al 78° posto (su 183 economie analizzate), guadagnando 10 posizioni rispetto all’anno precedente.

Molte sono state le riforme attuate recentemente che hanno contribuito a migliorare la performance del Vietnam nella classifica di Doing Business.
La semplificazione nella registrazione di nuove imprese per esempio, con la creazione di uno sportello unico dove rivolgersi sia per la richiesta della licenza di esercizio sia per quella della partita IVA e con l’eliminazione dell’obbligo per l’impresa di dotarsi di un sigillo durante la fase di rilascio della licenza.
C’è stata poi la riduzione del 50% delle tasse di registrazione per il rilascio delle concessioni edilizie.

Inoltre una delibera firmata nel dicembre scorso, concede l’esenzione fiscale dei beni di valore inferiore a un milione di dong importati con corriere espresso. Tali beni saranno esenti anche dalla tassa sul valore aggiunto.

»» Vendere online in Cina e nei principali mercati asiatici

 

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Uno studio sulle abitudini dei consumatori online nei principali mercati asiatici, rivela come in quell’area geografica la crescita dell’ecommerce sia impressionante.

Lo studio, 2010 Visa eCommerce Consumer Monitor, realizzato dalla Nielsen per conto di Visa, evidenzia che l’87% degli utenti internet che vanno online almeno una volta a settimana, avrebbe acquistato prodotti o servizi in internet nel 2010.
I mercati presi in considerazione dalla ricerca erano quelli di Cina, India, Indonesia, Malaysia, Taiwan and Thailandia. La percentuale media di 87% sale, quando si parla di Cina e Taiwan, a 98% e a 97% rispettivamente.

La media della spesa online per utente, registrata nei sei mercati, è stata di $2.086 (dollari USA), con Taiwan che guida la classifica con una spesa per utente di $4.041, seguita da Cina con $2,557.
Per quanto riguarda i beni e servizi acquistati online in Asia, la parte del leone la fanno le spese per viaggi ($550), servizi finanziari, computer ed apparecchiature elettroniche in generale.

In Cina il numero di utenti della rete è aumentato nel 2010 del 9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la soglia dei 420 millioni. La spesa online complessiva effettuata in Cina, secondo dati del Ministero del Commercio cinese, ammontava a 38 miliardi dollari USA nel 2009, il doppio di quella registrata nel 2008.

Per ciò che concerne le principali motivazioni che hanno spinto gli utenti asiatici della rete ad effettuare acquisti online nel 2010, spiccano: la possibilità di effettuare acquisti a qualsiasi ora (83%), la possibilità di trovare e confrontare facilmente prodotti e prezzi (81%), la possibilità di risparmiare tempo evitando spostamenti per raggiungere i negozi (74%).
Alto è stato anche il grado di soddisfazione registrato nell’attività di shopping online: il 76% del campione di utenti oggetto dell’indagine, dice di essere molto soddisfatto della semplicità del pagamento online, mentre ad un 72% è piaciuta sopratutto la velocità della transazione.

»» Economia India registra crescita maggiore degli ultimi tre anni

 

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Dopo quasi due anni di rallentamento causa la crisi finanziaria internazionale, l’ economia indiana ha registrato la crescita più importante degli ultimi tre anni.

Nel primo quadrimestre del 2010 la crescita è stata del 8,8 %, superiore a quella dello stesso periodo di un anno fa (+ 6%).

Gli investimenti sono cresciuti del 7,6% molto al disopra del 3,7% registrato un anno fa.
I consumi privati hanno segnato un + 3,8%.

18-09-2010 - in: »»Asia Meridionale | India

»» Accordo libero scambio UE-India - stallo nelle trattative

 

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Stallo tra Unione Europea ed India nelle trattative per raggiungere un accordo bilaterale di libero scambio.

Due sono i punti messi in discussione dalle autorità indiane.

Prima di tutto la Federazione delle camere indiane di commercio e d’industria chiede un’attenuazione delle barriere non tariffarie europee come per esempio, l’etichettatura e l’imballaggio.

Il tentativo poi della UE di legare il commercio alle questioni sociali, per le autorità indiane rappresenta un ulteriore grosso scoglio che può definitivamente impedire il raggiungimento di un accordo.
Considerando anche che la UE si è mostrata inflessibile proprio sulla sua richiesta di allargamento dell’accordo di libero scambio a norme sociali ed ambientali.

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