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»» Mercato dei beni di lusso: le città più importanti

 

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Uno studio pubblicato dalla società di consulenza immobiliare CB Richard Ellis ci dice che Hong Kong conserva il primato di mercato per i beni di lusso più grande del mondo.

Hong Kong

Circa l’84% dei marchi di beni di lusso e moda internazionali sono presenti ad Hong Kong, che precede in questa classifica Dubai (82%), Londra (80%) e New York (71%).

Lo studio, “How Global is the Business of Retail 2011“, è stato condotto su un campione di 200 città e 323 brand internazionali del lusso.

Per quel che riguarda le aree geografiche, l’Asia si conferma il principale mercato di riferimento per i beni di lusso, visto che nei primi 10 posti di questa classifica, si trovano anche Pechino, Singapore e Tokyo.

05-05-2011 - in: Cina | Dubai | »»Asia Pacific & Oceania

»» Hong Kong è ancora l’economia più libera al mondo

 

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Hong Kong è ancora l’economia più libera al mondo, almeno secondo quanto risulta dall’ Index of Economic Freedom redatto annualmente da “Heritage Foundation”.

E’ il 17º anno consecutivo che Hong Kong ottiene questo riconoscimento.

Al secondo e terzo posto si sono piazzate le economie di Singapore ed Australia.

Tra i parametri più importanti presi in considerazione dall’indice ci sono: presenza del governo in economia, libertà di effettuare investimenti, accesso al credito, tutela della proprietà intellettuale, sistema legale e giudiziario. 179 sono i Paesi analizzati dall’ Index of Economic Freedom.

»» Vendere online in Cina e nei principali mercati asiatici

 

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Uno studio sulle abitudini dei consumatori online nei principali mercati asiatici, rivela come in quell’area geografica la crescita dell’ecommerce sia impressionante.

Lo studio, 2010 Visa eCommerce Consumer Monitor, realizzato dalla Nielsen per conto di Visa, evidenzia che l’87% degli utenti internet che vanno online almeno una volta a settimana, avrebbe acquistato prodotti o servizi in internet nel 2010.
I mercati presi in considerazione dalla ricerca erano quelli di Cina, India, Indonesia, Malaysia, Taiwan and Thailandia. La percentuale media di 87% sale, quando si parla di Cina e Taiwan, a 98% e a 97% rispettivamente.

La media della spesa online per utente, registrata nei sei mercati, è stata di $2.086 (dollari USA), con Taiwan che guida la classifica con una spesa per utente di $4.041, seguita da Cina con $2,557.
Per quanto riguarda i beni e servizi acquistati online in Asia, la parte del leone la fanno le spese per viaggi ($550), servizi finanziari, computer ed apparecchiature elettroniche in generale.

In Cina il numero di utenti della rete è aumentato nel 2010 del 9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la soglia dei 420 millioni. La spesa online complessiva effettuata in Cina, secondo dati del Ministero del Commercio cinese, ammontava a 38 miliardi dollari USA nel 2009, il doppio di quella registrata nel 2008.

Per ciò che concerne le principali motivazioni che hanno spinto gli utenti asiatici della rete ad effettuare acquisti online nel 2010, spiccano: la possibilità di effettuare acquisti a qualsiasi ora (83%), la possibilità di trovare e confrontare facilmente prodotti e prezzi (81%), la possibilità di risparmiare tempo evitando spostamenti per raggiungere i negozi (74%).
Alto è stato anche il grado di soddisfazione registrato nell’attività di shopping online: il 76% del campione di utenti oggetto dell’indagine, dice di essere molto soddisfatto della semplicità del pagamento online, mentre ad un 72% è piaciuta sopratutto la velocità della transazione.

»» Formalizzato accordo ECFA tra Cina e Taiwan

 

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E’ stato formalizzato l’accordo ECFA tra Taiwan e la Cina continentale.

L’ECFA (Economic Co-operation Framework Agreement), che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2011, prevede la riduzione delle tariffe doganali relative a specifici prodotti e servizi scambiati tra Taiwan e Cina.

I prodotti e servizi cinesi che godranno di agevolazioni e riduzioni delle tariffe doganali quando esportati a Taiwan sono relativi sopratutto a settori di materie prime e prodotti industriali finiti che Taiwan non produce su larga scala.
Quelli di Taiwan (una lista di 539 tra beni e servizi) sono relativi sopratutto ai settori tessile, pretrolchimico, trasporti ed elettromedicale.

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